{"id":1015,"date":"2022-02-24T12:01:46","date_gmt":"2022-02-24T11:01:46","guid":{"rendered":"http:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/?page_id=1015"},"modified":"2022-02-24T12:04:03","modified_gmt":"2022-02-24T11:04:03","slug":"villa-carpegna","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/?page_id=1015","title":{"rendered":"Villa Carpegna"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"1015\" class=\"elementor elementor-1015\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-92fef0e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"92fef0e\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-8699606\" data-id=\"8699606\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9552372 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9552372\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>I nobili Fagnani, probabilmente quali eredi o aventi causa di un ramo dei <strong>Birago<\/strong>, nel Cinquecento possedevano una casa da nobile in Birago, con annessi diversi edifici, individuabili forse nella porzione sud dell\u2019attuale villa. Ai primi dei Seicento, questo compendio immobiliare pass\u00f2 ai <strong>marchesi Casnedi<\/strong> che lo ampliarono e trasformarono in un interessante villa di delizia, commissionando affreschi a Bortoloni e ai fratelli Ligari e altri artisti, arricchendola anche di decori inconsueti, come il salotto con le ceramiche di Deft. Di notevole interesse anche la sala dei cuoi, dal rivestimento in cuoio decorato delle pareti. Uno scalone seicentesco a quattro rampe permette l&#8217;accesso al piano superiore. Qui, nel salone centrale, gli affreschi sono di argomento storico. Perdute molte sculture e fontane del giardino (alimentate da un laghetto superiore), restano le statue che dall&#8217;antico viale d&#8217;accesso portano alle scalinate di raccordo ai parterre che ricordano i fasti del passato.<\/p><p>Nel 1792, il complesso appartenne a Federico e Ansperto Confalonieri Stratman, quali eredi della madre, Antonia Casnedi, morta di parto nel 1789 e ultima rappresentante della famiglia; nel 1794 pass\u00f2 quindi ai Raimondi, eredi di un ramo dei Porro di Lentate e rappresentati a Birago dalla famosa Giuseppina che fu moglie, per poche ore, di Giuseppe Garibaldi. Giuseppina spos\u00f2 poi Ludovico Mancini e dopo la sua morte, la villa pass\u00f2 a Nina Mancini e quindi alle famiglie Juvalta e Odazio.<\/p><p>Oggi la villa \u00e8 propriet\u00e0 dei conti Carpegna che l\u2019hanno restaurata e la utilizzano come propria dimora di delizia, riportandola ai fasti per cui era stata concepita.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>I Casnedi<\/strong><\/p><p>Dei Casnedi si ricordano: Giovanni Battista, primo marchese di Nesso (\u2020 1662); suo figlio Francesco Maria, sovrintendente alle fortificazioni e generale d\u2019artiglieria, avuto da Caterina Pallavicini Trivulzio, la quale per altre nozze fu madre del marchese Carlo Francesco Clerici di Copreno; Ottavio, figlio di Francesco Maria e padre di altro Francesco Maria e di Giovanni Battista. Ottavio che pur aveva sposato Beatrice Durini, si era probabilmente invaghito di una cantante, Vittoria Tesi, che riemp\u00ec di regali e per farlo vendette molte possessioni che aveva sul lago di Como. Assiduo frequentatore di teatri, Ottavio \u00e8 il dedicatore di \u201cErgilda\u201d a Venezia.\u00a0 Dall\u2019ultimo Francesco Maria citato nacque Antonia, ultima della sua famiglia.<\/p><p>\u00a0<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Giuseppina Raimondi Mantica Odescalchi <\/strong><\/p><p>Nata a Socco il 17 marzo 1841, fu registrata come &#8220;figlia di ignoti&#8221;, ma poco dopo venne riconosciuta quale figlia naturale ed erede del marchese Giorgio Raimondi, al quale apparteneva anche il fedecommesso istituito dal conte Bono Porro di Lentate.<\/p><p>Crebbe in un ambiente caratterizzato da ideali risorgimentali mazziniani. Il padre, esule in Canton Ticino con la figlia, raggiungeva spesso il comasco con il compito di trasmettere messaggi ai combattenti.<\/p><p>Ai primi del giugno 1859, Giuseppina and\u00f2 in missione da Giuseppe Garibaldi, per comunicargli la difficile situazione in cui versava Como. Garibaldi se ne innamor\u00f2 subito, ma non fu corrisposto. Le scrisse quell&#8217;autunno appassionate lettere d&#8217;amore, ma ricevette risposte distanti. Pare che la Raimondi fosse innamorata di Luigi Caroli (1834-1865), un ufficiale garibaldino. D&#8217;improvviso, in novembre, la Raimondi rispose gentilmente a una missiva di Garibaldi, dichiarandosi disposta a sposarlo.<\/p><p>Le nozze furono pi\u00f9 volte rinviate, dapprima a causa di una caduta da cavallo di Garibaldi, poi per il tifo che colse la promessa sposa. Celebrato con rito religioso il 24 gennaio 1860 nell&#8217;oratorio domestico dei marchesi Raimondi nella villa di Fino, alla fine della funzione, lo sposo fu avvicinato da Rovelli, il quale gli consegn\u00f2 un foglio di cui era, secondo la maggior parte degli storici, anche l&#8217;autore. Vi si rivelava come la Raimondi avesse mantenuto relazioni con altri uomini. Questa fu la motivazione, presentata dall&#8217;avvocato di Garibaldi, il giurista Pasquale Stanislao Mancini, per l&#8217;annullamento del matrimonio, avvenuto nel 1880, che permise al generale di unirsi in matrimonio con la terza moglie, Francesca Armosino, con cui aveva avuto i figli Clelia e Manlio che poterono cos\u00ec essere riconosciuti. Tuttavia permangono molti dubbi sulla vicenda.<\/p><p>Giuseppina, dopo l&#8217;annullamento del matrimonio con Garibaldi avvenuto solo vent&#8217;anni dopo (14 gennaio 1880), si spos\u00f2 con il celebre patriota e avvocato milanese Lodovico Mancini (suo cognato). Mor\u00ec a Birago, il 27 aprile 1918.<\/p><p>\u00a0<\/p><p><strong>Lodovico Mancini<\/strong><\/p><p>Molto amico di Luciano Manara che frattanto si era sposato con l\u2019erede di Giacomo Beccaria di Copreno, Carmelita F\u00e9, il Macini divenne amico anche dei fratelli Dandolo e di Emilio Morosini, tutti personaggi coinvolti nel Risorgimento. Nel 1848 fu con Giorgio Clerici di Copreno uno dei protagonisti delle Cinque Giornate di Milano. Volontario nella \u201cColonna Manara\u201d in Val Sabbia, rifugiatosi a Torino dopo la sconfitta, nel 1849 si arruol\u00f2 con i fratelli Dandolo nel \u201cReggimento Bersaglieri Lombardi\u201d, comandato dal Manara, prendendo parte all\u2019eroica difesa della Repubblica Romana, durante la quale morirono il Manara stesso, Morosini ed Enrico Dandolo. Nel febbraio 1859 a Milano, beffando la polizia austriaca, pose una corona di fiori tricolore sulla bara di Emilio Dandolo. Nel 1880 spos\u00f2 Giuseppina Raimondi di Birago. Fu padre di Nina Mancini.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1c34007 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1c34007\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-d07bf7b\" data-id=\"d07bf7b\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a491f72 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"a491f72\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"457\" height=\"529\" src=\"https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-Ludovico-Mancini.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-1020\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-Ludovico-Mancini.jpg 457w, https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-Ludovico-Mancini-259x300.jpg 259w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-cbd4e80\" data-id=\"cbd4e80\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-06f08f8 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"06f08f8\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"464\" src=\"https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-villa-carpegna-bis.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-1021\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-villa-carpegna-bis.jpg 600w, https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-villa-carpegna-bis-300x232.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-33 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5d58f08\" data-id=\"5d58f08\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-8f53d60 elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"8f53d60\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"703\" src=\"https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-villa-carpegna.jpg\" class=\"attachment-large size-large wp-image-1022\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-villa-carpegna.jpg 960w, https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-villa-carpegna-300x220.jpg 300w, https:\/\/museodiffusolentatesulseveso.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/4-villa-carpegna-768x562.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nobili Fagnani, probabilmente quali eredi o aventi causa di un ramo dei Birago, nel Cinquecento possedevano una casa da nobile in Birago, con annessi diversi edifici, individuabili forse nella porzione sud dell\u2019attuale villa. 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